sabato 13 giugno 2015

Arcipelago Toscano: kayak all'Argentario e Isola del Giglio


 
In un caldo e calmo 4 giugno 2015 con Robi ci trasferiamo in Toscana.

Per il giro dell'Argentario in kayak facciamo base al Camping Feniglia (Porto Ercole, GR) collocato in fondo alla spiaggia omonima, verso il Monte Argentario.
E' un buon punto d'appoggio perchè è vicinissimo alla spiaggia e aperto tutto l'anno, d'inverno si possono usare i bungalow, d'estate la tenda.
Noi abbiamo scelto di fare il giro in senso antiorario, imbarcandoci dalla spiaggia di Santa Liberata (coord. 678222 4700694) perchè era previsto un rinforzo -leggero-di vento da NW nel pomeriggio e volevamo avere già superato le punte sulla costa N e W.
Abbiamo scaricato i kayak a pochi metri dalla spiaggia e poi spostato il furgone di un centinaio di metri in zona di sosta consentita.

Per recuperarlo abbiamo lasciato una bici al campeggio a circa 12 km di distanza dall'imbarco; esiste anche un servizio pullman da Porto Santo Stefano a Porto Ercole che consente di fare la navetta non disponendo di due auto.
L'Argentario è stato ferocemente assalito dalla costruzione di ville, e infatti non è facile trovare sentieri per spostarsi a piedi e per accedere alle spiagge (peraltro rare). Tutto questo però dal mare non si percepisce, la costa è alta e le ville sono nascoste là sopra.
Fuori stagione non c'è traffico di barche (noi abbiamo fato il giro di giovedì).
Il giro dell'Argentario in kayak è di circa 30 km, fattibile comodamente in giornata, ma potrebbe valere la pena di fermarsi a bivaccare in spiaggia, in particolare sulla costa S.
Per contro in caso di problemi dopo punta Lividonia lungo tutta la costa W e SW scarseggiano i punti di sbarco con mare mosso, e comunque sono rari i sentieri per raggiungere la strada.
E' molto consigliabile prendersi il tempo per camminare lungo la spiaggia della Feniglia e affacciarsi discretamente sulla Laguna di Orbetello dove svernano i fenicotteri e molti altri uccelli acquatici.
Altrettanto imperdibile è una cena al Ristorante I Pescatori di Orbetello, un luogo dove cultura del lavoro, cultura dell'ambiente e sapori si mescolano in modo eccellente.
 
Imbarco dunque dalla spiaggia di Santa Liberata alle 9,00 precise.
Mare come una tavola: ci avviamo verso Porto Santo Stefano tagliando un po' fuori per risparmiarci le ville in riva, comunque basse e mascherate dalla vegetazione.
Porto Santo Stefano non è male anche visto dal kayak, ovviamente occorre fare attenzione nell'attraversare l'ingresso del porto, in particolare al transito delle navi per le isole.
Appena oltre inizia una costa rocciosa molto bella che non ci deluderà né annoierà fino allo sbarco alla spiaggia di Feniglia.

 Punta Lividonia con l'Isola del Giglio sullo sfondo

 Punta Lividonia e il faro

 Il Faro de la Riccia a Punta Lividonia



  Dopo la granitica Punta Lividonia ci appare l'Isola del Giglio; la costa è in generale alta, con grandi falesie di calcare perforate da grotte. Si trovano anche alcune spiaggie, in generale di ghiaia o ciottoli: belle in particolare Cala Grande e Cala del Gesso, sicuramente affollate in periodo estivo; Cala Piccola invece è stata cementificata e possiamo evitarla.
Da notare il grande Scoglio dell'Argentarola a qualche centinaio di metri da terra e dopo poco l'angusta spaccatura dell'insenatura di Cala del Bove (coord. 671945 4699194), quasi un porto sconto, un porto nascosto.

 Punta Lividonia

Cala Grande


 

 Cala Bove, quasi un porto sconto


 

Punta Cala Grande e lo Scoglio dell'Argentarola

Lo Scoglio dell'Argentarola dall'alto

Grotta Marina, scoglio dell'Argentarola e sullo sfondo l'Isola del Giglio

Dopo Cala Piccola

Dopo Capo d'Omo la costa è più variabile con scogli affioranti e spiaggette ciottolose: in alto si notano le torri secentesche che servivano ad avvisare dell'arrivo dei pirati saraceni.
Come spesso accade in prossimità dei capi c'è più vento e il moto ondoso si complica e muta, ma passati sulla costa S per noi il mare è calmo.
A Torre delle Cannelle una spiaggia ben si presta per un bagno e potenzialmente per un bivacco.

Argentario, Capo d'Omo dal kayak

Torre della Maddalena

L'acqua è turchese

 Torre della Maddalena, Isola Rossa, Punta di Torre Ciana

Vicino al faraglione che si nota al centro della foto precedente




Vicino a Cala Olio, Argentario, in kayak da mare


 Torre delle Cannelle

Punta di Torre Ciana è un altro riferimento importante: da qui, passando per Punta Avoltore sino a Porto Ercole, la costa è praticamente una falesia ininterrotta, altissima, crivellata di grotte. Alcune di quelle a livello del mare sono brevemente percorribili.



Grotta marina sulla costa S dell'Argentario

Vicino a Punta Avoltore

A Cala dei Santi ci coglie di sorpresa un rumore di motore che esce da una grotta. 
Accostatici all'ingresso ci viene spiegato che la grotta è sede di un importante scavo paleontologico. La cavità, anticamente più ampia, si affacciava su una pianura costiera ed era abitata dall'uomo di Neanderthal.
Veniamo accolti ed accompagnati a visitare il cantiere di scavo curato dall'Università di Siena - Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell'Ambiente http://www.dsfta.unisi.it/it/ricerca/laboratori/laboratorio-di-antropologia.
Trovo molto emozionante vedere il resto del focolare di un bivacco di decine di migliaia di anni fa. 
Conosciamo i ricercatori che con grande competenza e dedizione vivono per lunghi periodi in questa grotta per presidiare il sito e anche per esigenze logistiche: lo sbarco è possibile solo con mare calmo. Maggiori informazioni sul sito dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana . http://www.isipu.org/cala-dei-santi/

 La Grotta dei Santi dall'interno (foto: Istituto Italiano di Paleontologia Umana)


Ripartiamo tagliando verso l'Isolotto dove incontriamo il Falco Pellegrino che cerca forse di predare i pulli di gabbiani, e quindi passiamo sotto il faro di Porto Ercole ormai in vista della Spiaggia della Feniglia, girando la testa per non vedere lo scempio del porto turistico di Cala Galera.

 L'Isolotto visto da Forte Stella, d'inverno.

 

D'estate è più accogliente...


Verso Porto Ercole

Il Faro di Porto Ercole e sullo sfondo la spiaggia della Feniglia

 

 Laguna di Orbetello: vista panoramica dalla cima dell'Argentario. A sinistra la spiaggia di Santa Liberata - partenza- a destra la spiaggia della Feniglia - arrivo.



Alla Feniglia l'acqua bassissima e un vento teso a raffiche ci accolgono alle 19: 10 ore per vedersi la costa dell'Argentario con calma.


Il giorno dopo è la volta dell'Isola del Giglio.

L'Isola del Giglio dall'Argentario

Per andare al Giglio scopriamo che il trasporto del furgone con il traghetto sull'isola costerebbe assai caro, inoltre con il tempo a disposizione lo utilizzeremmo poco: praticamente esiste solo la strada che collega Giglio Porto, Giglio Castello e Campese, con poche e brevi diramazioni.
E' molto comodo invece trasbordare solo i kayak scaricandoli proprio davanti all'ormeggio dei traghettti a Porto Santo Stefano (sosta consentita per carico e scarico, non serve neanche il carrello), poi parcheggiare il veicolo in zona cimitero a circa 20 minuti a piedi. In alternativa ci sono parcheggi a pagamento più vicini. Sicuramente la cosa si complica in stagione turistica.
La traversata dura circa 1 ora, i traghetti delle due compagnie Toremar e Maregiglio assicurano collegamenti con l'isola dal mattino presto alla sera praticamente ogni ora. 
Il breve viaggio è gradevole e panoramico.

Il traghetto si avvicina all'Isola del Giglio. Notare sullo sfondo a destra l'Isola di Montecristo e le montagne della Corsica. 

 Giglio Porto

Allo sbarco si possono mettere in acqua i kayak nel porto a 20 metri dall'attracco del traghetto, sia a sinistra, al distributore, che a destra vicino ai chioschi dei battellieri.
Ovviamente in uscita bisogna fare attenzione al traffico di imbarcazioni, in particolare dei traghetti.

 GNAM!


Il giro del Giglio, 27 km in totale, è fattibile in giornata usando il primo traghetto in arrivo e l'ultimo in partenza ma suggerisco di farlo in due giorni fermandosi -quasi- in ogni caletta; meglio ancora sarebbe dedicare un paio di giorni in più ad escursioni a piedi.
L'Isola del Giglio offre molte possibilità di lunghi giri a piedi.
Naturalmente è possibile traversare in kayak:  da Cala Piccola dell'Argentario a Giglio Porto sono 15 km. (da notare che ad oggi la legge vieta di effettuare questa traversata in kayak).
Bisogna tenere conto che il campeggio libero sull'isola è vietato. Non solo: i posti che si prestano ad un bivacco sono rari, non particolarmente comodi (spiaggie di ciotoli inclinate o placche di granito) e su buona parte della costa W e S anche solo lo sbarco è difficile con mare mosso.
Di seguito indicherò alcuni posti da bivacco, noi abbiamo scelto di dormire al bel campeggio Baia del Sole a Campese, affacciato direttamente sul mare. Si sbarca su grandi placche granitiche poco inclinate, proprio sotto il campeggio; solo con mare calmo però.
Il campeggio è collegato con bus ai tre centri abitati, dai quali partono i sentieri che si diramano per l'isola.

Insomma oggi, 5 giugno, partiamo comodamente alle 12,30 dopo avere fatto visita alla stazione della Guardia Costiera per gli ultimi aggiornamenti sui divieti relativi al cantiere della Costa Concordia e sul meteo.
Uscendo dal porto verso N è obbligatorio aggirare il cantiere, con limiti segnati da boe con croce gialla al sommo; peraltro la deviazione non è eccessivamente lunga. L'enorme pontone con benna lavora ancora 7 giorni su 7 per la rimozione di quanto è rimasto sul fondale della Gabbianara dopo il recupero del relitto della Concordia.

Inizia subito una costa splendida, con grandi placche di granito che scendono in un mare turchese, purtroppo la bella spiaggia dell'Arenella è invasa da ombrelloni di uno stabilimento balneare già a giugno.

 Isola del Giglio, Punta Campana: mare da urlo... sullo sfondo l'Argentario.


 Verso Punta Fenaio


 Isola del Giglio  costa N

Faro del Fenaio


Non ci sono molte possibilità di sbarcare neanche con mare calmo perchè le calette hanno il fondo di grossi ciottoli o meglio massi; tirare il kayak carico sulla riva sarebbe un problema. Unica eccezione un minuscolo riparo con uno scivolo in cemento protetto da grandi massi dove è possibile sbarcare se il mare non è troppo mosso.
E' tra Punta del Morto e Punta del Fenaio, circa 500 m a E del Faro, coordinate 655282 4694732; c'è anche un ripiano dove è possibile bivaccare.


 Un bivacco da sogno


Dopo Punta del Fenaio viriamo decisamente a S; i prossimi punti relativamente comodi per prendere terra sono a Cala Sparavieri, sulle grande lastre di granito dove è possibile bivaccare, o poco oltre sulle placche ai piedi del campeggio Baia del Sole dove abbiamo dormito noi. Proseguendo, in breve arriviamo alla Torre di Campese con la spiaggia e il centro abitato collegato con il bus al Porto.


 Cala Sparavieri

Il Seno di Campese all'imbrunire

Ripartiamo il mattino dopo costeggiando il Seno di Campese passando vicino al vecchio traliccio, ormai corroso, che serviva a caricare sulle navi il minerale estratto dalle miniere fino agli anno '60. 
Raggiungiamo quindi il faraglione; appena oltre qualche spiaggia ghiaiosa potrebbe servire per bivaccare: secondo me da qui sin quasi a Giglio Porto non ce ne sono altre, e anche i punti per sbarcare (anche con mare calmo) sono rari. 
La costa è progressivamente più alta.

 Il Faraglione di Campese


  in kayak a Cala Allume

Cala Corvo: bivaccare non sarebbe comodo.


La costa W del Giglio è molto complicata dal punto di vista geologico, e questo si vede bene costeggiandola con il kayak: il cambiamento è continuo, rocce rossastre giallo sulfuree si alternano a strutture spiegazzate. A Cala Allume si nota l'ingresso di una galleria mineraria.
Dopo Cala Corvo riprendono generalmente i graniti, che non lasceremo più fino al ritorno al porto.
Sono strutture rocciose molto belle, ricordano le tafonate della Corsica, e sarebbe interessante esplorarle in arrampicata; lo sbarco però è difficile, forse su qualche lastra si potrebbe sbarcare ma non è banale neanche con mare calmo.
Ai piedi del Faro del Fenaio dei gradini intagliati nel granito permettono di sbarcare acrobaticamente.



 Verso Capel Rosso: belle fessure!

La Punta del Capel Rosso con il faro


Grotta Marina dopo il Capel Rosso

La costa SW

Risaliamo quindi la costa W, ancora bella ma poco accessibile. Ahimè quando diventa accessibile progressivamente diventa anche affollata di barche e barconi ormeggiati, comunque ancora accettabile.
Ci concediamo, prima di tornare a Giglio Porto , una sosta per un bagno a Cala Caldane ed un giro degli Scogli delle Scole.
Sono li da sempre, ma dal 13 gennaio 2012, per chi ricorda e sa vedere, sono un monumento naturale all'arroganza degli uomini.

Gli scogli delle Scole

 Terrà?


In breve, a Giglio Porto per una santa birra in attesa del traghetto.

Il giorno successivo ci siamo regalati ancora una bella pagaiata da Talamone a Cala Forno dell'Uccellina, ma la racconterò altrove.

2 commenti:

  1. ciao,
    Come funziona coi kayak sul traghetto?

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    1. Scusa vedo ora la tua domanda. Nessun problema. Paghi una cifra modica e li imbarcano. Ovviamente se devi imbarcarne 10 contemporaneamente e' meglio avvisare...

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